Siamo di nuovo in Puglia e sul versante Adriatico raggiungiamo Torre Canne, piccola e graziosa frazione di Fasano. Andiamo!

perché Torre Canne?

Certo, Torre Canne risulta essere un nome abbastanza insolito per una località ma come spesso accade la derivazione è data da luoghi o personaggi antichi, invece qui il nome Torre Canne è stato attribuito grazie alla presenza di una torre di guardia nata per controllare gli arrivi dei Saraceni esattamente dove ora vi è la caserma della Guardia di Finanza.
Ma il motivo per cui proprio la torre fu denominata delle canne è per la presenza di un canneto che ancora si può vedere ed è vivo grazie ai torrenti che vi scorrono intorno.

il Parco delle Dune Costiere

Dalle lunghe spiagge che si estendono da qui fino ad arrivar ad Ostuni vi è un lungo tratto di chilometri di spiagge fino alla piana degli uliveti che si trovano ai piedi delle colline di Fasano;
in questo tratto si trova una splendida vegetazione di mirto e di the siciliano contornati da cespugli di ginepro sempreverde e vedere il tutto appaga l’occhio in maniera esemplare.
Questo parco regionale è visitabile grazie ai percorsi appositamente creati.

Mappa del Parco

Se poi ci affacciamo, per curiosare verso l’interno, possiamo trovare delle grotte e anche alcune vecchie abitazioni di pescatori dove vanno a riposare vari uccelli migratori.
Qui in questa vegetazione ci sono vari corsi d’acqua tra cui due torrenti abbastanza importanti:

Fiume Grande e Fiume Piccolo:
le Acque di Cristo

Fiume Piccolo

Fiume Piccolo

Se la torre ha il nome derivato dal canneto, questo è ancora vivo grazie proprio alla presenza di due torrenti ancora ben visibili che un tempo erano anche considerati curativi tant’è che venivano denominati “Acque di Cristo”.
Le “acque” nel tempo sono riuscite a dare vita, dalla metà dell’ottocento, ad una stazione termale e sviluppatasi maggiormente nel dopoguerra.

 

il mare di Torre Canne

Non vi è nulla da dire riguardo questo mare, soprattutto se piace il mare con le rocce, dove si possono scoprire piccole grotte nascoste a pelo d’acqua, acqua naturalmente limpida nonostante sia sempre in movimento.

spruzzi agli scogli

che dire di questo mare?

 

e il faro all’improvviso

eccolo: il Faro!

il Faro di Torre Canne all’improvviso

E sì proprio all’improvviso, mentre si passeggia tra i vicoli si apre una piazzetta e spunta un faro:

il faro di Torre Canne che ora è un museo visitabile.

il Faro di Torre Canne, simbolo della marina di Fasano

La sua costruzione risale alla fine degli anni venti del secolo scorso e le prime due famiglie fariste non abitarono al suo interno ma di fianco nelle stanze alla base diventando poi la futura casa del guardiano del faro.
Come si sa non ci si poteva allontanare data la richiesta costante di manutenzione e ricarica del lume, oltre all’accensione della lanterna in alto che permetteva di illuminare la costa.

e i ricordi del farista

Lui che nonostante la sua età centenaria ricorda ancora le tempeste notturne, quando doveva salire in cima al Faro, su in alto e aiutandosi con una fiamma viva segnalava ai pescatori i pericoli che erano in agguato.
Certo nel tempo si sono susseguiti vari faristi fino alla metà degli anni ottanta quando poi la marina militare di Brindisi prese in carico la manutenzione modificandone anche le illuminazioni e rendendole automatiche; a breve le luci saranno anche sostituite da impianti a led con l’ausilio di pannelli solari.
Ma il Faro di Torre Canne, sarà sempre uno spettacolo che si presenterà così all’improvviso in città

 

 

piccola sì, ma Torre Canne è davvero graziosa

dagli scogli

veduta di Torre Canne da una roccia sotto il lungomare

 

 

Torre Canne è davvero piccina, una frazione non molto conosciuta ma che offre qualsiasi tipo di servizio, dalla sosta camper a ristoranti e lunghe spiagge, insomma non sempre si sta bene in grandi località ma imparando ad apprezzare anche piccoli luoghi si riesce a stare bene, forse meglio.
Inoltre non molto distante da qui possiamo anche visitare Monopoli o Polignano, soprattutto avendo uno scooter al seguito o perché no, con una buona pedalata.