Io e il mio camper

Posted by in Conosciamoci, I fatti vostri | maggio 29, 2015

Spesso si ha un sogno e non si sa di averlo. Strano ma vero, sì perché anch’io non sapevo di aver un sogno nascosto. Di che sogno parlo? Aver un camper.
Ora ve lo racconto.Non ero mai entrata in un campeggio finché un giorno mi capita; non era affatto di lusso, abbastanza normale se non proprio spartano come si usa dire spesso adesso.
Abituata alle vacanze in casa o magari di un periodo in hotel o bungalow, oppure in qualche residence, non mi era mai balenata l’idea di trascorrere le ferie in un campeggio, finché…

1994.
Alcuni amici che avevano una roulotte mi chiamano e mi invitano a trascorrere un fine settimana da loro, in campeggio
vedrai che ti trovi bene, i bambini saranno liberi di giocare e poi… siamo vicini al mare, vieni?

Vado, anzi andiamo.

Trascorso il fine settimana ce ne torniamo a casa, io pensierosa e contenta.

Qualche tempo dopo, i miei amici mi avvisano che una roulotte vicina a loro si trova in vendita ed ha una veranda nuova di zecca… ci penso, poco ma ci penso;
poi vado, l’acquisto e ci trascorro la prima vacanza.
La prima settimana se ne va insieme ad una parte di scetticismo, la roulotte non è una casa, il bagno non è comodo come a casa e insomma se piove si sente tanto rumore…
non credo che il tutto sia cosa buona per me.

2007.
Dal quel lontano 1994 sono trascorse numerose vacanze in quel campeggio.
Già, numerose vacanze, esattamente 14, poi fine.
Perché? Semplicemente perché il campeggio si è trovato nelle condizioni di dover chiudere e proprio in un mese di luglio, quindi in prossimità delle vacanze, lasciando noi e tanti altri in balia di mille interrogativi…: tornare a casa oppure cercare altro? Sì perché dopo un anno di lavoro, le vacanze per me sono sacrosante.

La cosa certa è che in quel campeggio non si può tornare, anzi sì… si può tornare per prendere i nostri bagagli e quanto abbiamo nel tempo collocato, costruito, realizzato per stare bene,
perché da quella piccola roulotte (roulottina per noi) era nata una micro casa con tutto quanto di più comodo si possa pensare.

Una volta a casa mi metto alla ricerca di una soluzione che possa soddisfare le nostre esigenze, ma siamo pur sempre nel mese di luglio, anzi… oltre la metà.
Riesco a trovare un campeggetto vicino Rimini, un po’ più su di qualche chilometro: qualcuno ha rinunciato alla casa mobile e la proprietaria la rende disponibile a patto di una caparra immediata e sostanziosa: accetto.

Ma… non avevo fatto alcuni conti con il destino. Già!

Una settimana circa dopo il versamento, riceviamo un’eredità a quattro zampe: Lillo dovrà trascorrere le vacanze con noi.
Avviso il campeggio ma ricevo un NO, il cane non può venire nella casa mobile e la caparra oramai è andata…, anzi la signora mi chiede il saldo perché ormai a chi darebbe la casetta se noi non si andasse più? ( … )
Nell’immediato devo risolvere di nuovo un altro “problema”: Lillo che affatto non lo è per me ma che sembra esserlo per altri; trovo una pensioncina per cani nei pressi del campeggio, telefono e la signora mi invita a visitarla, quindi si parte e lui fa il suo primo viaggio lontano; arrivare e scoprire la gentilezza e disponibilità di persone mai viste è stato tutt’uno, mi convinco e lo lascio;
in fondo si tratta solo di dieci giorni… e poi siamo vicini, e poi la signora ha il mio numero di telefono e… mentre faccio tutte queste considerazioni, Lillo inizia a giocare con i nuovi amici.
Menomale!

Tornata al campeggio, sorrido alla signora e le faccio notare che ho momentaneamente risolto il “problema”, il suo…,
quindi inizia la vacanza per i dieci giorni stabiliti; l’ansia per Lillo non ci abbandona ma si cerca di non pensarci.

Dalla veranda della “nostra” casa mobile si vede un andirivieni di persone, roulotte e camper; stanno fermi tre o quattro giorni e se ne vanno per nuove destinazioni. Noi no.

Li osservo, osservo i loro a volte lenti ed a volte rapidi spostamenti; mi chiedo come facciano a dormire sulle ruote… come si possa cucinare in spazi così ristretti e… insomma no;
il camper così non fa per me, ancor meno una roulotte da trainare…
io stavo bene in quel campeggio, dove avevamo la nostra casetta… porca trottola!

Una sera arriva un camper, scende la famigliola ed i loro cani.
Un sussulto… ecco. Proprio un sussulto.
Forse potrebbe essere la soluzione adatta, ci penso ma non ne sono troppo convinta.

La vacanza finisce e si deve tornare a casa; Lillo saluta i suoi nuovi amici e via.
Lillo ora ha la nostra casa come sua, perché così è stato deciso; quindi il “problema” vacanza si riproporrà nel tempo.

2008.
Una passeggiata al mare, adoro il mare in qualsiasi stagione, un lungomare con dei camper fermi mi riporta alla mente quella famigliola con i cani visti l’estate precedente.
Ma non è questo il punto: scoprire che si può dormire in riva al mare è una gran cosa. Non ci avevo pensato; sì ma sempre su ruote si tratta.
No, il camper proprio no. Vedremo.
Nonostante siamo a gennaio, decidiamo di fare visita ad alcuni rivenditori di camper; quel pomeriggio piovoso ne avremo visti cento forse, o forse troppi perché a me l’idea proprio non piaceva ancora;
addirittura ci viene consigliato di acquistarne uno piccolo e mandare i figli in albergo…
Comunque ne vediamo talmente tanti che mi stanco addirittura da abbandonare l’idea finché entriamo nell’ultimo concessionario, e preciso l’ultimo.
Il venditore ci chiede cosa cerchiamo davvero, quanti siamo e altre domande di rito, quindi ci indica tre camper in vendita e secondo lui con tipologia adatta a noi: salgo su uno e mi guardo attorno: non ne sono più scesa.

A tutt’oggi non so ancora cosa abbia colpito il mio cuore, cosa sia stato a far scoccare quella scintilla tra me e SBrigolo… ma so perfettamente che l’ho davvero amato dal primo momento.

Il 28 gennaio 2008 è entrato nella nostra famiglia, se vogliamo dirla tutta è stato “per colpa” di Lillo, ma ora che proprio Lillo non c’è più fisicamente SBrigolo ci accompagna sorridente in ogni viaggio;
Lillo è stato la causa, senza di lui forse SBrigolo non sarebbe stato con noi, chissà… ma è andata così e ne sono felice, peccato che lui non ci sia più ma con noi ha visitato vari luoghi e tutto per merito suo. (o per colpa?)

Grazie Lillo!

 

Oggi.
Sì oggi, domani e dopodomani… finché sarà possibile, credo proprio che non ci separeremo mai, avete presente quando si dice “finché morte non ci separi”? ecco, qualcosa di molto simile.
Adesso non c’è Lillo e con noi viene Alice, di lei si sarebbe innamorato, sono sicura che inconsciamente proprio Lillo ci ha “costretti” perché sapeva che poi… sarebbe andata a finire così.

So di esser strana… del resto chi non lo è?
Ma se dico che SBrigolo sorride… lo fa davvero, ogni volta che si mette in moto.
Questi siamo io e il mio camper, io e SBrigolo!

E voi? Perché avete il camper, se lo avete, o la roulotte?
Raccontatemi com’è andata 😉

 

6 comments on “Io e il mio camper

  1. Riccardo Righi on said:

    Racconto la mia.
    Sono amante del campeggio fin da piccolo,o meglio più che campeggio, amante della vita all’aria aperta.
    Iniziai viaggiando a piedi o tenda più bici,senza pretese e senza l’esigenza di strutture,mi fermavo dove capitava,tanto poi il giorno dopo si ripartiva.
    Poi mi innamorai di una ragazza(ora mia moglie)e cambiò lo stile di viaggare appoggiandosi a camere o alberghi, mi mancava il plein air.
    Appena sposati nel 96 abbiamo acquistato la nostra prima roulotte( il mio sogno fin da bambino), così è iniziata la nostra avventura,viaggiando un po in Europa e la nostra bella Italia
    Siamo passati al camper,ma il mio cuore era rimasto alla caravan e così dopo oltre 10 anni di camper sono tornato ad una modesta roulotte che piano piano ho camperizzato per poter essere più indipendente e sostare dove capita,come una volta

    • admin on said:

      Grazie Riccardo,
      grazie per questo tuo racconto, si sente che lo hai scritto con il cuore.
      Sposati dal ’96 dici… allora un augurio per altri mille ventenni insieme.
      Grazie e a rileggerti.

  2. Laura on said:

    Dovrei scrivere di una vita intera a parlare di un desiderato camper da almeno trent’anni
    La vita va come deve andare e io ho dovuto aspettare tanto per concretizzare il mio sogno.
    Ieri ho portato a casa Wingamm, è così che lo chiamiamo già, e non per il modello di fabbrica, ma perché con un nome proprio è come dare l’anima e scambiare emozioni con qualcuno o qualcosa che inizia a vivere.
    Siamo emozionati, troppo contenti.
    Io ho sempre avuto voglia di sentirmi libera da qualsiasi vincolo. I programmi sono sempre stati i miei nemici, programmare é un po’ come incatenare, comunque ho cercato di rimanere nei binari sempre e con fatica.
    UN CAMPER era per me: come, dove e quando voglio io. La mia libertà dentro un piccolo spazio ma senza limiti o confini.
    In questi giorni precedenti ho rivissuto e ricordato come mi sentivo già dai primi giorni di dicembre quando ero bambina…
    Chissà se ho mai scritto a babbo natale il desiderio di un camper?
    Non lo ricordo! Ma se l’ho fatto vuol dire che agli adulti i doni li porta in ritardo e fuori periodo. Oppure avrò imparato da grande ad essere buona… Insomma, ora che ho due figli grandi e due canoni che non cresceranno mai per diventare autonomi é ritornato questo desiderio: avere il mio camper, anzi nostro…
    Sto sistemando casa ora, l’ho trascurata un po’ in questi giorni di ricerca, sembra che ci sia stata un’esplosione, ma non mi importa niente … Io ora ho il camper là fuori, è una gioia troppo grande.
    Per ora non c’é sventura che potrà rattristarmi. Saprò mettermi in strada e lasciare… Ho aspettato cinquant’anni, ma ora credo di avere tutto. Organizziamoci per un brindisi a presto il varo

    • admin on said:

      Ciao Laura,
      grazie per il tuo commento e poi… sì hai ragione: dare un nome, fa sentire meglio e più vero un qualcosa che hai desiderato o che magari, come me, non sapevi di desiderare;
      so che ci segui nel gruppo e nella pagina su Facebook e quindi non ci perderemo di vista… ma spero presto di stringerti la mano o anche darti un abbraccio.
      Grazie Laura 😉

  3. Silvia on said:

    Io ho sempre amato la vita di campeggio e la libertà di fare ciò che mi piace; il mio compagno era scettico e pure esigente in fatto di hotel.. pulizia etc.
    Nel 2010, grazie a Pepe, anche noi abbiamo dovuto scegliere per esigenze di cuore (la paura di lasciare Pepe a casa senza di noi) e così l’ho convinto a noleggiare il camper da un amico.
    Abbiamo fatto una settimana indimenticabile noi, il nostro Pepe che addirittura è venuto sul trenino a cremagliera di Lucerna.. liberi di scegliere se il posto ci piaceva o meno o se faceva per il nostro cane.
    Rientrati e reso il camper, gli animi (non il mio) si sono placati ed al camper non abbiamo più pensato, almeno non fino al luglio successivo quando abbiamo deciso di adottare una compagna per Pepe, Alice.
    A quel punto con due cani le vacanze diventavano più difficili in hotel e così con il mio compagno abbiamo deciso di noleggiare nuovamente il camper ed ecco che lui va per noleggiarlo e torna con un camper COMPRATO!!
    Non abbiamo più smesso grazie anche noi a Pepe che adesso non è più con noi; ma sempre grazie a Pepe adesso abbiamo Alice, Olivia, Golia e Colimena che (a parte Golia) spesso ci accompagnano nei nostri vagabondare e grazie al camper Olivia (raccattata in Sicilia) e Colimena (raccattata a Torre Colimena) adesso vivono con noi
    Insomma il camper per noi chiude o apre il cerchio e quando ci chiama.. andiamo

    • admin on said:

      Grazie Silvia,
      grazie per aver condiviso con noi un tuo “pezzo di vita”, simile a quanto pare;
      è vero: “quando chiama… andiamo”, è proprio così e davvero sorride quando si mette in moto, quasi scondinzola anche lui.
      Prima Pepe e prima Lillo, ora Alice per voi e per noi.
      Speriamo di incontrarci e soprattutto far conoscere le due Alici 😉
      Grazie ancora per il tuo commento e alla prossima!

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