Polignano a mare, e che mare!

Posted by in I miei viaggi, Puglia | Aprile 20, 2020

E sì, che è sul mare Polignano a mare, e che mare!
Puglia splendida come sempre ci regala questa cittadina caratteristica, andiamo? Via!

un po’ di storia

Come Peschici anche Polignano a mare si trova a picco sull’Adriatico, esattamente ha il suo lato più antico su un costone di roccia a strapiombo.
La sua storia è molto antica, addirittura si parla del periodo neolitico, soprattutto nella zona, frazione, di Santa Barbara.
Sembra infatti che alcuni archeologi abbiano trovato dei resti di un villaggio dell’età del bronzo e che grazie alla posizione con i vari approdi naturali riuscì a diventare un porto molto importante;
diventata famosa e strategica per Taranto ne divenne la sua potenza per i rapporti commerciali via mare;  in seguito anche i Romani stabilirono in Polignano un luogo importante nel percorso  stradale che collegava Roma a Brindisi.

e una leggenda

Come spesso accade in varie località troviamo una leggenda e Polignano a mare non è da meno.
Costruita vicino al porticciolo esiste una chiesa, un’Abbazia dei Benedettini dove è custodita questa leggenda locale: si tratta di una donna nobile salernitana salvata miracolosamente da San Vito, mentre stava affogando nel fiume Sele.
Il Santo in questo salvataggio chiese alla nobildonna di far spostare il proprio corpo nel castrum polymnianense della Puglia; 
il desiderio venne esaudito e da allora le reliquie del Santo resero quel luogo molto fertile tanto che venne fondata un’abbazia forse inizialmente da alcuni monaci forestieri che la lasciarono poi ai Benedettini.
Nel tempo come si sa le cose cambiano e l’Abbazia subì vari domini con altri monaci a risiedervi soprattutto i francesi che la resero luogo sacro e degno di pellegrinaggio; infine il monastero venne incluso nel palazzo marchesale della famiglia Tavassi-La Greca.

Abbazia di San Vito: foto di Nicola dell’aquila

oltre le grotte 

E sì anche qui a Polignano a mare troviamo delle grotte, alcune visitabili ed altre no, ma comunque anche se non sempre vi è possibile entrare a volte si possono ammirare e fotografare, ma vediamole un po’ una alla volta.

  • la Grotta Ripagnola è quella che si trova più a Nord di Polignano a mare, e prende il nome dal luogo in cui si trova: Cala Fontanella; non è vicina al centro abitato e a causa di alcune frane non è proprio concessa la visita, se non a persone pratiche di speleologia; in ogni caso la si può vedere dall’esterno, sporgendosi da una roccia vicina.

  • le Grotte di Santa Caterina sono due e si trovano inserite nelle falesie e riescono ad essere particolari perché di fronte regalano una spiaggia “privata” di ciottoli; benché all’interno della prima si trovino vari massi caduti sempre da frane, si può entrare facilmente così come nella seconda; queste però sono raggiungibili e visitabili provenendo dal mare.

  • la Grotta dell’Acqua di Cristo si chiama così per via di un ruscello al suo interno, la cui acqua un po’ salmastra veniva usata per fare il pane o per conservare le olive; ma gli abitanti di Polignano a mare, la definivano acqua curativa; entrare qui non è molto facile ma interessante solo per assaggiar questa acqua molto fresca e al tempo pura.

  • un’altra interessante grotta raggiungibile da terra e dal mare è la Grotta delle Rondinelle facilmente accessibile con una volta sospesa dall’acqua di circa sette metri, questa è interamente nella falesia che si regge… con un gioco di spinte di acqua; questa è forse la più famosa e frequentata per le numerose foto che permette di scattare e dove i più intraprendenti salgono per tuffarsi.

  • ma la grotta più famosa è la Grotta Palazzese che si trova sotto il Palazzo dalla famiglia Leto, che fu feudataria di Polignano nel millesettecento per svariati anni; è la grotta più grande e più preziosa di tutto Polignano a mare.

la spiaggia più famosa

Sicuramente sappiamo già che la spiaggia più famosa di Polignano a mare, è Lama Monachile, ma cos’è in realtà questa o cos’era?

Lama Monachile era “solo” il letto di un torrente ormai prosciugato che andava a tuffarsi nel mar Adriatico, dove ora si tuffano in parecchi turisti e locali; per ammirare questa meraviglia ci si può soffermare sul ponte antistante costruito dai Borboni nei primi anni dell’ottocento, alto quindici metri e che permette di vedere questo spettacolo naturale verso il mare ma non solo!

Infatti se affacciandosi si può ammirare quel lembo di blu marino, non si può fare a meno di notare che nei costoni laterali si trovano altre cavità, altri ponti e sentieri più o meno nascosti ancora con gli antichi lastricati; percorrendo questa Lama troviamo addirittura una costruzione romana del secondo secolo dopo Cristo che lungo la costa pugliese collegava le città di Benevento e Brindisi, il tutto ovviamente costruito con blocchi di tufo come l’epoca suggeriva e permetteva che regalano ancora quel color d’ambra caratteristico.

e poi Portalga

Se Polignano a mare in estate è davvero piena di turisti, è anche vero che offre varie possibilità di stare in pace grazie ad alcune spiagge “riservate”, alcune calette diciamo.
Tra queste la più carina e la più riservata è proprio Portalga che alcuni chiamano anche Cala Sala.
Portalga si trova verso sud di Polignano a mare, seminascosta dietro un arco anch’esso di tufo e raggiungibile con una stradina attraverso i campi delimitati dai classici muri a secco pugliesi, è una spiaggia libera e nei pressi ci sono anche alcune casette con un piazzaletto utile per parcheggiare (e non campeggiare) prima di andare a tuffarsi in questo meraviglioso mare di Polignano a mare, e che mare!

e Domenico?

Certo che sì, la sua città natale era proprio qui, Domenico Modugno nacque a Polignano a mare e vi restò fino a diciannove anni quando poi si trasferì a Torino per poi spostarsi a Roma dopo il servizio militare nella sua città.
Considerato uno dei padri della canzone italiana ha conquistato il mondo con tantissime sue canzoni, ma la più famosa era e rimane “Nel blu dipinto di blu” comunemente chiamata “Volare” tradotta in tutte le lingue e che ancora cantiamo tutti.


La sua umanità lo portò anche a combattere per i diritti dei più deboli, soprattutto dei pazienti psichiatrici di Agrigento dove si trasferì poco prima di ammalarsi; il suo ultimo brano scritto con suo figlio risale al 1994 quando il 6 agosto ci lascia per sempre nella sua casa davanti al mare a Lampedusa.

 

p.s.: Se andate a Polignano e scoprite altre curiosità affascinanti, commentate qui sotto, sarà un piacere leggervi.

 

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