Questa volta si va in Liguria, in una delle Cinque Terre: Vernazza  è la penultima se si arriva da La Spezia.

 

 

perché questo nome?

Vernazza che i liguri chiamano Vernassa deve forse le origini al latino, infatti la parola “verna”  vuol dire “del luogo”; ma altri invece attribuiscono il nome ad una famiglia romana proprietaria terriera, esattamente la Gens Vulnetia.
Chi lo sa chi ha ragione e chi no?

un po’ di storia

Aldilà del nome e del suo perché Vernazza sembra esser nata intorno all’anno mille quando alcuni abitanti dai monti scesero verso il mare per stabilirsi dove ora sorge il santuario di Nostra Signora di Reggio, quindi per rimanere ed ampliarsi.

del centro marittimo

Diventato un luogo ben popolato Vernazza non impiega molto a diventare un centro marittimo: il “castrum Vernatio” della famiglia franca degli Obertenghi che ben presto fortificò il paese con una cinta muraria, bastioni e torri d’avvistamento.

e del torrente Vernazzola

Dato un nome si è risolto.

 

 

 

 

 

 

Vernazza infatti sorge proprio sul torrente Vernazzola che in alcuni punti è coperto e dove si transita sul carrugio principale fino alla fine, nella piazzetta del porticciolo e dove si trova anche la chiesa di Santa Margherita d’Antiochia, la patrona locale.

 

 

 

 

 

 

Santa Margherita d’Antiochia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Santa è la patrona di Vernazza e la sua chiesa si trova sul mare, proprio sul porticciolo ed è impossibile non vederla così come non visitarla anche perché ha una costruzione molto antica, sembra risalente addirittura al dodicesimo secolo.

e la sua leggenda

Come spesso accade anche qui troviamo una leggenda legata a Vernazza, ma diciamo legata di più alla santa Patrona.

Si narra infatti che sulla spiaggia un bel giorno apparve una scatola di legno ne cui interno vi erano delle ossa: precisamente un dito appartenente (così dissero) a Santa Margherita.
Questo fu il motivo per la costruzione di una chiesa in suo onore, che non rimase in piedi tanto tempo a causa di una mareggiata che fece addirittura perdere la sacra reliquia.
Tempo dopo però ecco che quest’ultima ricomparve nel punto esatto del primo ritrovamento e quindi la chiesa questa volta fu costruita dove ancora si trova: in riva al mare.

Santuario di Nostra Signora di Reggio,
non meno importante

Arrivare e non vederlo è tutt’uno, lo si scopre all’ultimo perché è nascosto dalla vegetazione e da alberi molto grandi, tra cui il cipresso ligure più antico che conta ben ottocento anni.
Questa è una chiesa che possiamo definire un po’ particolare, sembra infatti che sia stata costruita dove un tempo era un cimitero pagano le cui tracce ancora si troverebbero nella cripta attualmente però inagibile.

 

Altra curiosità la possiamo rilevare nell’antica sorgente locale ritenuta miracolosa e poi addirittura taumaturgica grazie alla presenza della Madonna Nera (per tutti qui l’Africana), un’opera forse realizzata da San Luca ed arrivata a Vernazza per mano dei Crociati.
Chissà se furono davvero i Templari? (comunque non sono riuscita a vederla 🙁 )

 

 

e adesso via, saliamo su al castello,
o su quel che resta!

Il castello Doria era ed è imponente, lo si inizia a vedere già prima di arrivare in città; a picco sul mare domina il tutto e da lassù regala una vista su un panorama splendido. Anche se ora non è proprio un castello ma ne restano le mura, la potenza è palpabile, soprattutto quando si salgono i gradini, anzi diciamo che sono più faticosi nella discesa.

 

 

Arrivati alla terrazza ci si trova davanti ad una torre di avvistamento restaurata nel secolo scorso dopo i vari danni causati dall’ultimo conflitto mondiale.

 

 

Come visitare

Le possibilità di visita alle Cinque Terre sono varie: a piedi, in treno, in scooter o bus.
Il percorso a piedi è contraddistinto da paline in legno evidenziate in rosso, che attraversa le Cinque Terre ma si deve essere allenati e attrezzati con scarpe adatte e non improvvisarsi camminatori.

Se si arriva in auto o scooter, si deve lasciare il proprio mezzo all’entrata del paese e proseguire a piedi.
La cosa migliore è lasciare il proprio mezzo alla stazione di La Spezia e prendere il treno che transita frequentemente e permette di visitare le Cinque Terre in maniera migliore e più rilassata.
Poiché le cittadine non si trovano sulla strada panoramica come sulla costiera amalfitana, ma dalla strada si deve scendere verso ognuna, ritengo il treno essere la miglior scelta.
Il camper meglio lasciarlo in sosta a La Spezia.

Per questa volta invece delle Cinque ho visitato una Terra, le altre spero presto, perché vale la pena fare un po’ di passi per vedere quanti tesori nascosti abbiamo e che vengono a vedere da lontano.

 

penultima raccomandazione:

 

Non meravigliatevi se per girare non troverete il tempo per pranzare,     
sicuramente sarete soddisfatti anche così 🙂

 

Ah! ultima raccomandazione, promesso!
Le zone sono tutte pedonali, quindi… gambe in spalla e pronti alle salite e discese!