Siamo in un luogo tra due mari,  il borgo più a sud d’Italia, siamo a Portopalo di Capo Passero, un luogo magico e naturalmente in Sicilia.

 

dove si trova

Portopalo di Capo Passero è il luogo più a sud d’Italia se escludiamo le isole che troviamo più in basso e se apriamo il mappamondo lo troviamo allo stesso parallelo di Tunisi.

questo spartiacque

E sì, Portopalo di Capo Passero è definito anche uno spartiacque tra il mare Ionio e il Mediterraneo.
Anche qui come a Napoli troviamo una strada che spacca in due il paese partendo dal mar Ionio e arrivando di là al mar Mediterraneo.

con due satelliti nel mare

Certo non si tratta di satelliti veri e propri ma di due isolette che si trovano di fronte a questo borgo e sono l’Isola di Capo Passero e l’Isola delle Correnti.

                                                                              l’Isola di Capo Passero

L’isola di Capo Passero è collegata al borgo da una stradina di sabbia e la si raggiunge a piedi solo in caso di bassa marea.
I più audaci sceglieranno di nuotare oppure usare una canoa o un pedalò;
ma durante la giornata si può anche essere ospiti su barche di pescatori che accompagnano volentieri, anzi ne sono ben felici.

 

 

 

                                                                                      isola delle correnti

 

 

 

 

L’Isola delle Correnti si trova poco distante e qui è ben visibile il mar Ionio che incontra il mar Mediterraneo, perché mentre uno è tranquillo e calmo, l’altro è agitato perché più aperto; comunque anche qui una striscia di terra collega l’isola alla spiaggia e sempre percorribile durante la bassa marea.

 

la sua storia

Qui a Portopalo di Capo Passero la storia arriva da lontano quando già si trovavano abitanti prima del millesettecento;
il nome di questa località era Capo Pachino mutato in Terra Nobile nel tempo.
Solo dopo la metà del millesettecento vennero costruite alcune case vicino alla tonnara, grazie all’allora don Gaetano Deodato Moncada, fatte costruire proprio per i pescatori e per i pastori presenti sul territorio.

gli scavi

A riprova della presenza umana sin dall’antichità, alcune testimonianze sono state rinvenute grazie ad alcuni scavi che hanno ribadito la reale presenza dell’uomo che riusciva a sopravvivere grazie alla pesca, questa più che possibile per la posizione strategica del luogo e soprattutto alla pesca del tonno.

                                                                  gli scavi dalla stradina che li costeggia

le saline

Proprio grazie a questi scavi, di cui in foto in basso, si è potuti risalire anche al metodo di conservazione e salagione del pesce nonché alla preparazione del garum, e proprio le vasche sono venute “a galla.

il garum

anfore per la conservazione del garum                (foto wikipedia)

 

Il garum è una salsa la cui preparazione avviene con il pesce che con le sue interiora viene messo a macerare nel sale e poi una volta pronta, conservata in anfore;
si usa(va) su vari piatti come condimento al sapore, ovviamente, di pesce; questa era un’antica usanza dei Romani precedentemente usata dai Greci.

 

 

le tonnare

Grazie proprio a questa tonnara ed a quelle poco distanti di Marzamemi e di Vendicari la zona ottenne lo sviluppo che portò alla successiva realizzazione delle case ed all’attuale Portopalo di Capo Passero, come detto sopra.

da suburbio a Comune autonomo ce ne vuole di tempo

Portopalo di Capo Passero era talmente un piccolo borgo da non essere considerato un paese ma un semplice suburbio della relativamente vicina Noto, per poi passare sotto le leggi di Pachino finché negli anni settanta del secolo scorso finalmente questo borgo divenne un Comune autonomo grazie all’intervento di un politico e medico locale.

il paese era senza acqua,

Sembrerà strano a dirsi ed a leggersi, ma nonostante sia pieno di acqua, questa era solo acqua di mare, e l’acqua marina non è poi così buona da bere;
pertanto questo borgo non aveva acqua potabile e l’unica possibilità di avere acqua nelle case era di andare a prenderla presso il pozzo comunale nel castello Belmonte.

sì ma con il castello

 

 

Ogni luogo che incontriamo ha un castello, una torre e delle mura… lo abbiamo notato varie volte.
Ebbene anche qui troviamo un castello, un tempo castello Belmonte che poi è diventato cambiando proprietario è diventato castello Tafuri.

Nonostante si tratti di un castello, questo è abbastanza recente, risale infatti agli anni trenta del secolo scorso costruito per ordine del marchese Bruno di Belmonte, facendo usare il materiale della cava di pietra situata sull’Isola delle Correnti.
L’opera di costruzione durò circa due anni, ma dopo qualche tempo la proprietà divenne della famiglia Tafuri; attualmente il castello è un hotel a non so quante stelle… 🙂

 

infine le stragi, da non dimenticare

 

Tutti ricordiamo quanto accadde nel Natale del 1996, impossibile dimenticare un fatto così grave;
talmente grave da essere classificato come la tragedia navale peggiore dalla seconda guerra mondiale avvenuta nel Mediterraneo.
Questa rimase la peggiore tragedia fino al 2013, quando nel mare di Lampedusa un altro naufragio provocò la fine di 283 persone 🙁 .
Questo uno dei motivi che mi ha spinto ad arrivare sin là, salutare quelle povere persone che credettero di cambiare la propria per una vita migliore, mai raggiunta.

 

Se siete in Sicilia, è un luogo da non mancare di visitare.