Ci troviamo nel centro di Roma, nella Basilica di San Pietro in Vincoli e scopriamo che qui alloggia una tra le migliori opere scultoree di Michelangelo: Mosè.

dove si trova

 

 

Eccoci nel cuore di Roma dove, tra le varie Basiliche famose ve n’è una meno nota ed è quella di San Pietro in Vincoli che si trova nella piazza omonima, del Rione Monti sopra al Colle Oppio.

 

cosa c’è in S. Pietro in Vincoli?

Al suo interno vi è un mausoleo dedicato a uno dei papi trascorsi: Papa Giulio II dove troneggia un’opera splendida, il Mosè nato dalle mani di Michelangelo Buonarroti.

la storia narra che…

Si racconta che dall’inizio della lavorazione di questa tomba si era pensato alla decorazione con quattro statue grandi tra cui Mosè e San Paolo; la scelta ricadde su loro per aver ricevuto la rivelazione divina.

I lavori però non videro fine celere tant’è che dopo la morte dell’allora papa ancora erano in corso e le statue ancora non collocate né terminate, perché nel frattempo Michelangelo si era dedicato alla realizzazione dei Prigioni che si trovano a Parigi nel Louvre.

Michelangelo girò la testa a Mosè?

Di questo non vi è certezza ma sembra che data la richiesta particolare, Mosè non doveva guardare nella direzione centrale ma verso la propria sinistra e così sembra che in un documento sia scritto che fu proprio Michelangelo a voltare la testa e tutto il corpo in una torsione dinamica.

 

perché gira la statua?

Il motivo di questa torsione sembra esser stato di ordine religioso.
Alcuni negano il tutto ma un suggerimento di Freud dice che Mosè si volta per salvare le tavole; di altro parere è il Frommel il quale afferma che Mosè sposta lo sguardo dall’altare come se avesse visto un nuovo vitello d’oro.
Mah…

e Mosè parla?

Altra storia se non leggenda è il Mosè che parla.
Si narra, infatti, che Michelangelo considerò questa statua la più realistica tra tutte le sue opere tant’è che quando la terminò ne colpì il ginocchio e gli disse:
“Ora, parla!”
Risposta non ebbe, ovviamente.
Eppure sembra che questa leggenda, questo racconto, sia nato da una semplice venatura del marmo casualmente capitato nel ginocchio destro della statua,
venatura attribuita alla famosa, ma chissà se vera, martellata assestatagli da Michelangelo per chiedere di parlare.

la barba come un segreto nascondiglio

Altra leggenda o storiella, chi lo sa, è quella legata alla lunga barba di Mosè;
qui sembra che al suo interno siano scolpiti il profilo di papa Giulio II e una testa femminile.
Andate ed osservate, poi mi direte.

e le due corna sulla testa?

Ebbene queste due cosiddette corna sulla testa di Mosè potrebbero essere state scambiate per i raggi che il vero Mosè ebbe in fronte.
Questo perché nel Libro dell’Esodo si narra che Mosè scendendo dal Monte Sinai avesse appunto due raggi sulla fronte e dato che in ebraico la parola raggi si traduce in karan o karnaim si potrebbe esser creato un pasticcio e scambiato per corna durante la traduzione.
Altra ipotesi è che nel periodo della lavorazione, quindi siamo nel Medioevo, solo a Gesù era attribuito il volto illuminato di luce e non altri, quindi ecco il motivo (forse) delle due corna sulla testa di Mosè.
Infine un’ulteriore risposta ci è data da chi sostiene che il blocco di marmo fosse già iniziato per altra opera e non era possibile togliere quella parte con le corna, forse.

pettegolezzo:

alcuni sostengono che il famoso Cristo velato, opera di Giuseppe Sammartino, sito nella Cappella Sansevero a Napoli sia la migliore al mondo,
nulla da dire ma per me la migliore in assoluto è proprio lui: il Mosè di Michelangelo.

Andate ed osservate, poi mi direte.

 

p.s.: presto il video nel canale Youtube