Sopra a Paestum che abbiamo visitato, troviamo un altro centro con un santuario poco noto ed è dedicato alla Madonna del Granato.

 

il Cilento ci conquista ancora

E sembra proprio di sì, siamo ancora nel Cilento e dopo Paestum e perché no… Castellabate ci dirigiamo verso un luogo poco conosciuto ma degno di nota: andiamo al santuario della Madonna del Granato.

dove?

Quindi sopra Paestum abbiamo detto, esisteva un altro centro abitato, precisamente sul monte Calpazio e solo negli anni settanta del secolo scorso alcuni archeologi s’interessarono a questo luogo che altri non era che Capaccio vecchio.

cosa c’è?

Questo borgo che in antichità si chiamava Caput Aquis grazie alla sua vicinanza alla sorgente di un corso d’acqua, divenne sede vescovile fino al famoso Concilio di Trento, ma l’arrivo di una rivolta il paese fu distrutto e infine abbandonato; al suo posto sono visibili, ora, soltanto dei ruderi, un po’ come quelli di Cirella vecchia.

a proposito di rivolta, anzi di congiura!

Si sa che gli invasori non sono mai ben visti, e anche qui la rivolta anzi la congiura vide partecipare molte tra le famiglie più importanti dell’Italia meridionale;
questa congiura, organizzata dall’allora papa Innocenzo IV (come dimostrato da alcuni documenti dell’epoca) fu possibile grazie alla momentanea assenza di Federico II e durò per almeno un anno ma non riuscì nell’intento.

ma senza vittoria

 

In seguito a queste battaglie sul monte Calpazio il vecchio borgo fu raso al suolo dalle truppe di Federico II di Svevia e delle case degli abitanti non rimase nulla;
restò solo una parte, ancora visibile, del castello e l’unico edificio che è stato ricostruito è proprio il Santuario della Madonna del Granato.

 

andiamo più su,
finché si arriva al santuario, anzi no, alla Basilica!

Saliamo e saliamo, certo non in  bici ma in sella al fidato scooter e arriviamo in cima per ammirare un panorama spettacolare, poi alle spalle… ecco imponente il santuario della Madonna del Granato.

 

 

sì, ma perché quassù,

Il santuario sorge in cima al promontorio del monte Calpazio perché gli abitanti di Paestum dopo le varie minacce dei Saraceni dal mare, dalle terre che il mare stesso sta facendo diventare paludi decidono di salire, come sempre, in cerca di pace e tranquillità creando un nuovo centro e costruendo anche una chiesa, che diventerà una basilica.

e perché del Granato?

In questa zona, come si nota anche più giù a Paestum, la divinità venerata era Giunone il cui frutto sacro era il melograno.
Quindi anche qui si può notare come alcuni elementi pagani e alcuni cristiani riescano a unirsi, tant’è che la Madonna del Granato è raffigurata avente in braccio a sinistra il suo Bambino e nella mano destra tiene una melagrana.

Quindi la Melagrana equivale al Granato?

Sembra proprio di sì.
I cristiani interpretano il melagrano come una metafora religiosa perché se i semi della melagrana sono dolci, altrettanto lo sono le virtù che la Madonna, Maria, può infondere nei Suoi fedeli.

la statua della Madonna del Granato

 

Nel tempo la statua originale non esiste più, purtroppo per colpa di un incendio nei primi anni del secolo scorso ma nulla può scalfire la devozione di chi vive in zona e anche in altri luoghi.

 

 

L’immagine la cui fonte è tratta dal sito di wikipedia, tranne la cornice inserita da me, ripropone l’originale andato distrutto.

da quando il santuario è qui?

Possiamo dire che questo santuario sia qui da molto, moltissimo tempo e nonostante le varie guerre e battaglie, ricostruzioni e quant’altro eccolo qua e sempre meta di pellegrinaggi.
Pertanto la Madonna del Granato arroccata sul promontorio del monte Calpazio ancora domina dall’alto dell’allora Caput Aquis, tutta la Piana del Sele fino al suo tuffarsi nel Mar Tirreno.

a proposito di Monte Calpazio e della Basilica, un nostro affezionato Fan che ci segue da tempo mi ha raccontato un episodio capitato proprio in zona e che gli ha permesso di conoscere questo luogo incantato, ma lascio leggere a voi quanto di commovente ci abbia detto, basterà cliccare qui.