Viaggiando nel Cilento, oltre al bel mare trovandosi nella terra dell’antica Magna Grecia, arriviamo a Paestum anticamente chiamata Poseidonia in onore del dio omonimo e per cui fu eretto un bellissimo tempio che ancora egregiamente si mostra agli occhi dei numerosi turisti.

onore agli dei

Vari gruppi si incontrano, turisti di ogni dove, che seguono estasiati i racconti e le storie narrate dalle guide; ma noi ci limiteremo a visitare il luogo dall’esterno, dalle varie angolazioni ma dall’esterno;
bello, nonostante la sua età… il tempio in onore di Poseidone che infatti risale al V secolo a.C.

Nulla da eccepire sulle costruzioni di allora, direi d’epoca forse… rispetto a quelle odierne non hanno nulla da invidiare né in tecnica né in materiali,
spesso si sente di edifici crollati seppur di recente costruzione, ma in questo luogo abbiamo esempi vari di contrari.

Proseguendo pian piano troviamo poco distante, un altro tempio, quello dedicato a Cerere  e risalente al VI secolo a.C.,  di poco più piccolo ma sempre ben eretto.

Lo spettacolo prosegue ancora, ed infatti continuando a sbirciare, poco più avanti troviamo il tempio dedicato ad Hera, del VI secolo a.C. che è chiamato anche Basilica di Paestum per la sua forma somigliante proprio ad una basilica;
difficile dire quale sia il migliore perché ognuno ha il suo fascino e la sua storia.

e ai pagani

Come in ogni città che si rispetti, troviamo anche una “piazza”, o meglio definita agorà, strade rimaste ancora visibili e un anfiteatro ancora ben delineato, troviamo quanto emerso dagli scavi, quanto di prezioso è stato ritrovato, considerando che alcune zone del luogo sono transennate, tra breve (si spera) potremo ammirare quant’altro di meraviglioso la storia ci nasconde.
La passeggiata meravigliosa fa andare indietro nel tempo, fa dimenticare che si è oltre il duemila… ma ahimé così è.

SS. Annunziata

Camminando per la via pedonale, si incontra una chiesa, una parrocchia, piccola ma molto accogliente come non troppo chiese sanno fare;
chiamarla chiesetta non è giusto perché si tratta di una Basilica di epoca Paleocristiana e dedicata alla Santissima Annunziata.
Questa basilica risale al quinto secolo dopo Cristo, allora eretta come “basilica aperta” divenuta poi “basilica chiusa” nel secolo successivo;
informazioni su questa basilica ci arrivano da alcuni documenti rinvenuti intorno al millecinquecento, scritti da vescovi o da loro preposti che erano allora nella diocesi di Capaccio.
Gli ultimi restauri invece, hanno riportato alla luce alcune colonne rimaste incastonate nel periodo barocco e negli altrettanti pilastri per almeno un paio di secoli;
la curiosità che ci fa porre una domanda è il perché per entrare si debba scendere una scala, ebbene la risposta è che il pavimento originale interno è stato sepolto dal tempo e per rivederlo si è dovuto scavare per circa un paio di metri.

 

 

il Tuffatore

Il nome deriva dalla lastra di una tomba, esattamente si tratta di un manufatto funerario di valore storico-artistico della Magna Grecia;
questi altri non è che una copertura di una tomba con sù raffigurato un tuffatore nel gesto proprio del tuffo.
Il rinvenimento nel lontano 1968 da parte di tal Mario Napoli avvenne poco distante da Paestum stessa, in una località chiamata Tempa del prete e dopo alcuni numerosi lavori di scavo,
ma inizialmente non sembrava essere affatto di importante rilevanza, poi invece si è scoperto essere un  rinvenimento archeologico molto importante e antico;
la sua attribuzione alla Magna Grecia alcuni non la accettano e affermano essere di origine Etrusca, ma la cosa fondamentale è la bellezza dell’affresco, che consiglio di visitare.

 

C’è da dire che i Beni Culturali a questo luogo ci tengono abbastanza, sono davvero curati e per fortuna puliti; non abbiamo trovato alcuna traccia di passaggio umano, nonostante i numerosi visitatori;
è davvero un esempio da imitare perché non c’è nulla di più brutto che vedere un tesoro imbrattato.