Pioraco

Posted by in I miei viaggi, Marche | Maggio 20, 2019

Ci troviamo nelle Marche, in provincia di Macerata e visitiamo un paesino poco noto, ma non per questo da trascurare nei viaggi, siamo a Pioraco.

piccola storia

Possiamo dire di Pioraco che già nell’epoca neolitica, quindi si parla dell’età del bronzo, vi erano abitanti le cui tracce sono conservate nel Santuario in cima al Monte Primo, mentre nell’epoca romana arrivarono alcuni insediamenti che diedero il nome alla località ricavandolo da un lago che nel tempo scomparve.
I Romani si stabilirono in queste zone di confine tra Camerino e Matelica, proprio perché nei pressi del fiume Potenza utile per i transiti di allora; della loro presenza stabile vennero rinvenuti alcuni tratti di carreggiata tagliati nella roccia.

tra edifici e terme,

Alcuni edifici pubblici oltre che di culto sono stati rinvenuti a Pioraco e datati di epoca Augustea oltre la costruzione dell’acquedotto che prendeva acqua dal torrente Scarsito e serviva alla città regolandone l’afflusso vi era anche la possibilità di effettuare dei bagni.

un castello per la carta

Anche Pioraco come tanti altri luoghi ha il suo castello che secondo alcuni documenti risale al tredicesimo secolo, quale residenza della famiglia Da Varano nonché duchi di Camerino.
Proprio in questo periodo sembra iniziata la fabbricazione della carta, data anche dalla abbondante presenza di acqua e che ancora è attiva in produzione industriale.

e gli stracci

Sembrerà strano ma la famiglia oltre a possedere il castello erano proprietari di una “cinciara”, nientedimeno che una lavorazione degli stracci utilizzati come materia prima proprio perla produzione della carta.
I locali e tutte le attrezzature lavorative erano date in affitto agli abitanti del paese che ricevevano questi materiali proprio dai duchi.

i nomi strani di Pioraco,

Chissà se si tratti di una leggenda o corrisponda a verità?
Sembra infatti che Pioraco sia conosciuto anche come il paese dei nomi strani.
Questa strana “cosa” sembra arrivare al periodo in cui in città arrivavano i libri destinati al macero per fabbricare carta nuova; alcuni di questi libri dopo esser stati letti venivano conservati per utilità e conoscenza ulteriore; altri venivano usati nel tempo come esempi di nomi da mettere ai propri figli, magari strani all’epoca e diventati poi di uso comune.

 

il chiostro municipale

i mostri nel sentiero de “Li Vurgacci”

Pioraco è attraversata dal fiume Potenza creando alcune cascate e proprio dove si sono create alcune fosse grazie alle erosioni di anni, è nato un sentiero simpatico ma che potrebbe sembrare inquietante, soprattutto se si percorre con il cielo cupo, stiamo parlando del Sentiero de “Li Vurgacci“.
In questo percorso, che si può iniziare dal centro del paese o dalle cartiere poco distanti, è facile trovare alcuni resti dell’epoca romana per esempio la via che collegava Roma all’Adriatico e se si osservano per bene le rocce si possono scorgere alcuni mostri che danno il nome proprio alla fossa.
Naturalmente le rocce non sono state scavate dalla natura ma dallo scultore Antonio Ciccarelli e questo sentiero è percorribile lungo tutto il fiume ma solo da aprile a ottobre; nel resto dell’anno solo per una parte.

e San Vittorino

Benché si sappia poco sembra che alcuni scritti leggendari dei secoli andati raccontino la storia di Vittorino che insieme a suo fratello Severino rinunciò ad ogni ricchezza della sua famiglia di provenienza per andare a vivere in una grotta di Montenero;
ma nel tempo anche la presenza di suo fratello divenne ingombrante e così Vittorino decise di trasferirsi sul Monte Gualdo nei pressi di Pioraco.
La leggenda narra che per evitare le tentazioni, Vittorino per penitenza si legò per le braccia ad un albero finché dopo tre anni il vescovo di Camerino riuscì a liberarlo.
In seguito Vittorino divenne il vescovo proprio di Camerino e suo fratello della città di Septempeda, più avanti denominata san Severino Marche in suo onore.
Quando nel 538, circa, Vittorino morì, gli abitanti di Pioraco raccolsero i suoi resti e lo seppellirono nell’eremo dove aveva vissuto; oggi invece si trovano nella chiesa parrocchiale.

la sosta

Tranquillamente si può sostare in un’area dedicata ai camper, vicina al fiume e molto carina, per info scrivetemi.

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