Saliamo oggi sul Monte san Biagio, per gustare il panorama e per ammirare dunque da vicinissimo il famoso Cristo Redentore.

il monte San Biagio

Lasciata Maratea e la sua spiaggia nera saliamo su in montagna e precisamente sul Monte San Biagio.

Perché questo nome a questa montagna?
San Biagio fu martire e quindi protettore di Maratea ed a lui è dedicato il santuario che si trova proprio sul Monte omonimo e di fronte al Cristo Redentore.

la “salitella”

Quindi ci si avvia in salita seguendo le indicazioni che consigliano, anzi obbligano a lasciare qualsiasi mezzo a motore nel piazzale sottostante la Basilica dedicata a san Biagio; da qui si prosegue a piedi o con il minibus presente.

La salita è bella e “simpatica” da fare, quindi meglio optare per il bus, considerando che con poca spesa si ha l’andata ed il ritorno, oltre la possibilità di riprendere il tragitto con un video, che seppur ballerino, testimonierà il percorso.

che ripaga

Nulla da aggiungere alla salita appena fatta, perché se è vero che l’occhio vuole la sua parte, questa ne è la prova:

verso il Cristo Redentore

Il famoso Cristo Redentore di Maratea è di poco più piccolo dell’omonima statua che si trova a Rio de Janeiro e quindi secondo per grandezza;
la sua altezza arriva a ventidue metri e ci si rende conto della sua imponenza quasi subito, perché da sotto sembra davvero più piccola; ma quel che stupisce ancor di più sono le sue braccia aperte che arrivano a quasi venti metri.

Insomma si tratta di un grande abbraccio che riesce a coprire tutto il grande Golfo di Policastro sottostante, emozionante da vedere.

perché il Cristo Redentore

Negli anni sessanta il Conte Rivetti diede un gran contributo allo sviluppo della zona di Maratea, sia turistico che industriale e volle quindi dare anche un simbolo di fede che nel tempo è diventato una tra le attrazioni locali più note e visitate.

La particolarità del Cristo Redentore è il suo volto che non ha nulla a che vedere con la classicità dei volti di Cristo a noi ben noti, infatti questo si presenta più giovane e con poca barba in posizione verso la Basilica in un gesto accogliente e protettivo.

Osservando da sotto il Cristo Redentore sembra guardare il mare, una volta giunti ai suoi piedi ci si rende ben conto che così non è affatto, perché Egli osserva la Basilica ed attende i fedeli che pian piano si avvicinano per avvolgerli nel Suo abbraccio.

e prima di Lui?

Naturalmente prima della costruzione del Cristo Redentore vi era altro, e ancora infatti sono visibili alcuni resti di Maratea Castello oramai disabitata.

Questa cittadina agli inizi di due secoli fa nonostante la sua fortificazione venne attaccata da troppi soldati francesi (un po’ come accadde per Cirella e le sue formiche rosse 😉 ) e in seguito si volle ricordare questo evento installando una croce in ferro sul punto più alto del Monte San Biagio.

In occasione di ogni temporale e di fulmini però, la croce cadeva e quindi si doveva ripristinarla; finché poco prima della metà del secolo scorso il podestà locale fece sistemare una croce in cemento con dei parafulmini.

e infine il Cristo Redentore

Come anzidetto poi negli anni sessanta avviene la costruzione della statua grazie al Conte Rivetti che comunica all’Amministrazione Comunale quanto di sua intenzione; quindi toglie la croce in cemento e fa iniziare i lavori per erigere la statua dedicata al Cristo Redentore di Maratea.

Naturalmente come in ogni Paese spesso accade non tutti sono d’accordo, ma alla fine nessuno riuscì (riesce) a negare il successo ottenuto dalla costruzione che nel luglio del 2013 ha visto riunirsi per la giornata mondiale della gioventù, numerosi ragazzi impossibilitati a raggiungere Rio de Janeiro.

con una poesia a Lui dedicata

A fine lavori di costruzione, il poeta locale tal Pasquale Epifanio Iannini scrisse questi versi che fa piacere ricordare:

«Or sorge là sul monte il Redentore
Con le sue dive braccia al Ciel levate
Come se sollevasse il mondo e amore
Movesse e il suo desio in ansie alate,
Per la perenne pace in ogni cuore
Or sorge a Maratea su le ornate
Balze ridenti di ginestre in fiore
E villaggi ed il mare e le sacrate
Mura della Basilica, il Signore
Risveglio al divo sol della bufera
E nell’aer sereno in suo candore
Nel nome celestiale, o grande Autore,
Che a Lui or tutti inviti alla preghiera.»

 

la sosta comoda e quasi vicina

Trovate indicazioni nella sezione “dove ci fermiamo” dedicata alla Basilicata  😉