Il chiostro di San Gregorio Armeno

Posted by in Campania, I miei viaggi | Gennaio 05, 2021

La via famosa per i presepi nasconde un luogo incantato, non a tutti noto che spesso ho trovato chiuso, ma questa volta vi porto a vedere il chiostro di San Gregorio Armeno!

Impossibile non notare un cancello che si apre su una scalinata, dove con la innata curiosità inizio a salire e con me la voglia di scoprire quanto di nascosto e bello sia qui dentro:
una meraviglia barocca poco nota ai turisti.

iniziamo da un po’ di storia

Conoscere la data di nascita esatta di questa meraviglia non è facile, anche se da alcuni documenti sembra che il chiostro fosse già esistente prima dell’undicesimo secolo, nota come la piccola chiesetta di San Gregorio Armeno ai cui lati ne aveva altre tre piccole.
Queste quattro piccole chiese talmente vicine tra di loro furono in seguito unite per formare così un complesso unico poi dedicato a San Gregorio Armeno.

Se inizialmente il chiostro era uno spazio verde del convento adibito ad orto delimitato da un porticato tutt’intorno, con l’arrivo del Concilio di Trento le suore si trovano a dover modificare l’edificio completo dovendo porre all’esterno la chiesa, questo significava doverne costruire una nuova ed abbattere l’esistente.
Questo cambiamento fece pertanto spazio al nuovo chiostro, creando così il giardino personale delle suore che lo resero molto personale e molto a proprio gusto: nasceva così il chiostro di San Gregorio Armeno.

e proseguiamo con la visita

Dopo la scalinata si arriva in una portineria, poi entrando da un lato del porticato ci si trova subito in un’atmosfera particolare, lasciando qualsiasi rumore al di fuori, si entra in un altro mondo: fatto di silenzio e natura.
Subito si nota la fontana al centro di quattro aiuole con due statue ai lati che raffigurano il Cristo e la Samaritana, di una bellezza incantevole, un’opera nata dalle mani del Bottiglieri; ma non meno belle sono le aiuole che vedono al loro interno ognuna un albero di arance.

il pozzo, la cisterna

Come ogni struttura dell’epoca voleva, si trova qui una cisterna con una rete idrica servente tutto il complesso con ovviamente un pozzo dove grazie a numerosi accorgimenti, seppur ben datati, vi confluivano le acque piovane.

 
La cisterna dismesso l’uso antico divenne la cantina del convento, mentre 
il pozzo al tempo stesso si narra fungesse quale via di fuga durante i vari assedi che vi furono a Napoli, proprio perché comunicante con l’attuale Napoli Sotterranea.

e il vino Tufello

La cisterna divenuta cantina diede modo alle suore di produrre del vino, grazie alle uve coltivate; il vino venne chiamato Tufello dal nome delle cavità dove veniva e viene ancora prodotto e conservato;

 

lo stesso vino che ritroviamo anche nella cantina alla fine del percorso della Napoli sotterranea (prossimamente 😉 ).

 

 

 

 

qui non manca nulla

Camminando sempre nel portico ai lati troviamo varie stanze, tra cui le varie celle delle suore, la cucina e la farmacia e addirittura il salotto della madre badessa.
Piano piano e sempre alla scoperta di questo luogo incantato si arriva anche al refettorio, dove lunghi tavoli attendono le commensali.

nemmeno i belvedere

Incantato o no, questo luogo è abitato da suore ed alcune di clausura, la cui condizione venne resa meno dura proprio dalla costruzione di belvedere che offrivano diversi panorami; purtroppo tre di questi a causa del tempo sono stati distrutti, mentre ancora in essere sono il belvedere verso la cupola della Basilica di San Lorenzo Maggiore e l’altro vero il mare.

insieme al silenzio la pace

Come detto sopra qui non mancano il silenzio e la pace, si è davvero in un altro mondo, un mondo fatto di zero rumori, né di altro.
Possiamo solo immaginare il rumore, lieve, dei passi delle suore quando si recano al refettorio, ma chissà se davvero faranno rumore.

E fuori di qui troviamo un altro mondo, un mondo di artigiani, che preparano presepi in ogni giorno dell’anno:
la via dei presepi è San Gregorio Armeno.

E sì… ci risiamo!
Questo articolo si è guadagnato il secondo posto, il secondo tra i migliori scritti nel mese di gennaio 2021.


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