Cascate di Monte Gelato

Posted by in I miei viaggi, Lazio | Gennaio 16, 2017

Ci troviamo nel Lazio, in provincia di Roma ma non troppo distanti e attraverseremo un parco tra i meravigliosi che abbiamo in Italia e ne godremo del fresco e della natura appieno: ecco le Cascate di Monte Gelato.

Il parco della Valle del Treja, è serpeggiato da vari torrentelli, fiumiciattoli che a volte formano cascatelle, ma che sono di grande effetto;
molto bello da visitare e vivere, magari in primavera a causa del fresco e umidità che sono al suo interno.
Ma vediamolo da vicino e diamo un’occhiata a queste Cascate di Monte Gelato.

entriamo

Questa visita l’ho fatta usando l’auto, non essendo un luogo molto lontano dalla mia base, SBrigolo ci ha atteso a casa;
lasciata la macchina fuori dal parco, protetto da una bella staccionata, ci cambiamo le scarpe “normali” ed indossiamo un bel paio di scarponcini da camminata, meglio ancora se impermeabili;
serviranno a camminare bene ed a non scivolare, oltre che a non bagnarsi tra le varie pozzanghere che potremo incontrare o nei ruscelli che magari vorremmo toccar con mano.

Entrare nel parco protetto della Valle del Treja ci fa scoprire un bosco di pioppi, olmi e salici che costeggiano le rive del fiume omonimo;
le collinette di tufo presenti tagliando il letto del fiume riescono a creare cascate più o meno grandi, e proprio le più grandi sono le Cascate di Monte Gelato.
In questo ambiente la natura è la padrona di casa, e il silenzio che ci ospita non si trova altrove, se non in altri boschi simili;
non è raro pertanto, mentre si cammina, incontrare vari insetti colorati, nutrie e anche gamberi o granchi di fiume; ma stando molto attenti si possono anche notare il martin pescatore e alcuni aironi che recentemente hanno deciso di metter su casa, proprio qui.

alla Cascata di Monte Gelato

Quindi entriamo nel parco della Valle del Treja, nel bosco dalla parte proprio della cascata grande, la Cascata di Monte Gelato e se volessimo proseguire fino alla fine, ci troveremmo addirittura a Mazzano Romano,
sì perché questo percorso naturale arriva da lì a qui, ossia dove siamo, vicino Calcata;
tranquilli, che ci limiteremo a percorrere un solo tratto del sentiero, anche perché per farlo tutto si deve essere meglio attrezzati, in quanto alcuni tratti non sono semplici da calpestare e poi ci vorrebbero anche diverse ore di cammino, almeno quattro che io sappia; con me verrà la mia aiutante-accompagnatrice e instancabile Alice 😉

la mola, il fiume e la vecchia fornace

Entrando da questa parte, quindi da Calcata che abbiamo già visitato, sulla destra troviamo subito una bella cascata e poco più avanti spunta una antica mola medievale che svolgeva il suo compito fino agli anni cinquanta;
in seguito venne abbandonata per esser poi pian piano ristrutturata e divenire di proprietà del Parco.

Proseguendo sulla riva sinistra, seguiamo con calma il sentiero, davvero bello con il fiume che scorre e si ferma e riparte, formando laghetti, cascatelle e torrentelli attigui,
gli scarponcini impermeabili sono sacrosanti, perché il fango qui è l’unico punto calpestabile e se spingiamo troppo il passo, ecco che sembra sorgere altra acqua 🙂
andando avanti, incontriamo un altro affluente da “scavalcare”, dove non mancano i gamberetti menzionati poc’anzi; si tratta dell’acqua che viene dalla Fontana Salsa, che alcuni chiamano Fonte di Virginio.

Camminare nel bosco, è piacevole, umido ma piacevole, ogni tanto il sole fa capolino e ci accompagna;
dopo un po’ il sentiero sembra allargarsi e scendere, passiamo un ponticello (che secondo me andrebbe un po’ sistemato) ma si va avanti;
camminando non si può fare a meno di notare come il terreno circostante è scavato nel tufo, roccia molto comune di questa zona, e alcuni tratti di vecchie terrazze di pietra che ci aiutano a passare vicino ad una vecchia fornace;
per quanto si tratti di vecchia, c’è da dire che questa fornace non ha mai smesso la sua produttività, infatti qui si cuociono ancora i mattoni e le tegole, il tutto rigorosamente a legna.

Assurdo ma vero, poco più in là si apre ai nostri occhi, un ampio pascolo, e non sembra nemmeno di essere nel parco delle Cascate di Monte Gelato.

Ovviamente sorpassiamo il pascolo e proseguiamo il cammino, verso Mazzano Romano, ora finalmente un po’ di strada in discesa ci permette di vedere il paese costruito su un costone, come del resto anche Calcata;
a questo punto della nostra passeggiata, possiamo proseguire e andare a prendere un altro sentiero che ci porterà più avanti, passando per il confine tra le province di Roma e Viterbo.

Io non ho proseguito, sono tornata indietro ed ho fotografato quanto di più bello vi sia in questo luogo, per me affascinante e spero che resti così per molto tempo ancora, se non per sempre.

 

Questo articolo è stato pubblicato anche nel numero di settembre 2016 della Rivista Ad Okki Aperti.

 

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