Trovarsi nel passato e sapere di essere quasi vicino casa è quanto mi è accaduto nell’Area archeologica di Gabii: un salto indietro nel tempo.

 

Area archeologica di Gabii: un salto nella storia a due passi da casa (mia)

Proprio così, un evento organizzato poco più in là che ha fatto sì che venissi a conoscenza di questo luogo a me nascosto, da sempre: l’Area archeologica di Gabii.

dove?

Diciamo che ci troviamo a circa trenta chilometri dal Campidoglio, perché è sempre da qui che inizia il conteggio stradale a Roma, quindi sulla via Prenestina all’altezza circa di Rocca Cencia; fuori dal grande raccordo anulare ovviamente.

cosa c’è?

 

Qui c’è, o meglio c’era, un antico spazio abitato di Gabii intorno ad un lago noto come il “lacus Buranus o “lacus Sanctae Praxedis ma conosciuto meglio come il lago Castiglione formatosi nel cratere di un vulcano.

 

Un vulcano per fortuna spento il cui interno si era riempito di acqua grazie alle varie falde acquifere sottostanti.

il lago di Castiglione: c’era e non c’è più

Fino al millesettecento circa, il lago era in vita, prosciugato poi per dar modo di coltivare i terreni circostanti, e per evitare l’espandersi della malaria, dovuta alla presenza dei famosi insetti.

quindi ecco Gabii

Gli antichi abitanti di Gabii erano considerati i controllori della zona e insieme ai locali abitanti dell’antica Tibur e Praeneste verificavano gli spostamenti di chi arrivava nella città di Roma e chi ne usciva.

cosa troviamo?

Come in ogni zona abitata e diventata poi archeologica è facile trovare di tutto, dalla chiesa al santuario, dal foro alle terme e, infatti, anche qui abbiamo di queste antiche costruzioni, ora resti ma alcuni ben visibili e ancora in piedi.

il Foro

Questa parte è stata rinvenuta grazie al permesso dei Borghese di esplorare la zona verso la fine del millesettecento e proprio in quel periodo furono portati alla luce varie sculture e una piazza con porticato cui fu attribuito il nome di Foro.

il Santuario, o tempio di Giunone Gabina

Si tratta dell’edificio archeologico più famoso del Lazio (di cui io ero ignara 🙁 ) e il suo essere ancora in piedi ne rende ancor di più l’importanza.

Questo è stato attribuito a Giunone grazie a Virgilio che nella sua Eneide cita la presenza di tal Giunone Gabina; in seguito una conferma è stata data anche dal ritrovamento di una parte di tetto dove un’insegna era attribuita proprio a Giunone stessa.

le terme

Ovunque andassero i Romani dovevano avere le loro terme, ovviamente anche qui.
Gli scavi hanno permesso di rinvenire mosaici all’interno delle terme, con disegni di animali marini e comprendere che vi erano varie sale tra cui quelle riscaldate.

la chiesa di San Primitivo

Chi era costui?
Mai sentito… eppure si narra essere stato un martire di questa strada, un martire della via Prenestina poco distante da Gabii o dentro Gabii stessa, il cui corpo fu poi gettato nel lago.

l’evento del 9 ottobre

 

 

Grazie all’evento di cui in locandina organizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma che per l’occasione ha aperto il parco,
ho avuto modo di conoscere questa parte di storia a me sconosciuta, resa nota e viva grazie anche alla presenza dei ragazzi della Legio VII Gemina sempre pronti a dare spiegazioni di ogni sorta di materiale presente ed usato in antichità, oltre ad usi e costumi dell’epoca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché è solo conoscendo il passato che potremo affrontare il futuro e i ragazzi della Legio VII Gemina sanno spiegarlo molto bene!
Grazie Roma.

 

 

 

 

e poi dopo due giorni…