Ci troviamo di nuovo in Calabria, a Scalea e visitiamo una cripta, non nota a molti ma non per questo meno interessante o bella.

Un po’ di storia

La costruzione della “Cripta San Nicola in Plateis” di Scalea risale all’epoca normanna quando la chiesa greca subiva il processo di latinizzazione in tutta la regione calabrese; i materiali sfruttati furono recuperati da alcuni elementi di architettura provenienti da una zona costiera limitrofa, l’allora denominata Fischija.

com’è fatta

La struttura è di età romana così come sembra risultare da alcuni documenti che ne attestano l’allora proprietà della Badia benedettina di Cava dei Tirreni; il suo stile infatti romanico-amalfitano dove però si può notare anche l’influenza bizantina e araba.

 

 

come ci si arriva

Non essendo molto nota non è nemmeno così semplice trovarla, proprio perché si trova in un sotterraneo della Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Platea, ma entrando proprio in questa sulla destra si scenderanno alcuni gradini e si scoprirà quindi la Cripta San Nicola in Plateis con tutta la sua naturale e antica bellezza.

che c’è qui?

In origine nei sotterranei delle chiese venivano sepolti gli abitanti tranne se erano stati affetti da gravi epidemie, in questo caso la loro sepoltura avveniva distante dal paese.

 

 

 

 

 

Qui nella Cripta San Nicola in Plateis troviamo il sepolcro di un grande ammiraglio della flotta angioina, tal Ademarco Romano; un’opera risalente a circa la metà del quattordicesimo secolo.

 

 

 

 

i vari restauri e ingrandimenti

In origine la chiesa era più piccola, ma grazie all’allora papa Clemente VI divenne più grande per essere poi restaurata varie volte nei secoli successivi, fino a diventare uno dei più importanti monumenti con addirittura la nomina di arcipretura della diocesi di Cassano.

con cannonate quasi recenti

Durante la seconda guerra mondiale ecco che una cannonata proveniente dalla flotta degli anglo-americani distrugge la parte alta del campanile e l’antica campana che da tempo immemore era lì per richiamare i fedeli.
La ricostruzione totale della chiesa che è quella attuale avviene poi intorno alla metà del secolo scorso.

arrivano i saccheggi

E sì, anche qui non si scampa, tant’è che i saraceni saccheggiano tutto e aprono addirittura il sarcofago dell’ammiraglio Romano per poi andarsene con tutto il bottino, campana compresa.

ma durante il viaggio…

Ecco, durante il viaggio di ritorno l’imbarcazione naufraga, arriva sugli scogli della Giumenta e non supera Capo Scalea.
Quindi ecco che la nave e la campana finiscono in fondo al mare e lì restano.

 

 

si crea la leggenda

Sarà che le leggende, o le cosiddette credenze popolari, sono affascinanti e questa non lo è da meno.
Sembra infatti che ogni sei dicembre, giorno di San Nicola, gli innamorati e coloro che sono puri di cuore riescano a sentire la musica della campana che proviene dal fondo del mare.

Provare per credere… perché no?

La Cripta San Nicola in Plateis è bella, il mare splendido, val bene un viaggio e nella sezione “dove ci fermiamo” trovate la sosta dedicata se siete in camper.