Siamo nei sotterranei di Napoli e nei pressi del Palazzo Reale, precisamente sotto la collina di Pizzofalcone e scendiamo nella Galleria Borbonica per dare uno sguardo a quel che ci ha preceduto nella storia.

 

qualche cenno di storia

La nascita della Galleria Borbonica potrebbe risalire alla metà del milleottocento quando Federico II ordinò all’architetto Alvino di fare uno scavo tra la piazza antistante al Palazzo Reale e la piazza della Vittoria sotto la collina di Pizzofalcone.

un tunnel sotterraneo, perché?

La realizzazione di un tunnel sotterraneo era necessaria, per i reali, quale via di fuga verso il mare, nel caso di ribellioni da parte del popolo.

 

 

Un tunnel dalla Caserma della Vittoria e della Cavallerizza fino al Palazzo Reale.

 

com’era fatto

Il tunnel doveva essere comodo e avere due corridoi dando la possibilità di camminare ai lati; gli ingressi erano anch’essi due e si aprivano uno sull’allora Via della Pace,
oggi via Morelli (dove siamo entrati noi del gruppo) e l’altro dietro la Basilica di San Francesco di Paola.

e nacque la Galleria Reale

Avendo due corridoi questi assunsero il nome di Strada Regia che convogliava verso Chiaia e Strada Regina che si dirigeva dalla parte opposta.

tra cunicoli e cisterne

Come abbiamo già scoperto, ogni sotterraneo nasconde storie e qui in questa zona vari cunicoli e cisterne dell’antico acquedotto, che riforniva la zona di Pizzofalcone, ogni tanto impedivano la prosecuzione dei lavori per la futura Galleria Borbonica.
Così proprio a causa di queste interruzioni e imprevisti il progetto del tunnel subì delle modifiche.

arriva l’inaugurazione

Nonostante le interruzioni finalmente il tunnel riesce a essere terminato e quindi inaugurato dal re proprio il 25 maggio del 1855 che non mancò di complimentarsi con l’architetto per quanto eseguito e per essere riuscito a lasciare in funzione, quindi attive, due cisterne.

dell’opera che rimarrà incompiuta

La Galleria Borbonica rimase aperta al pubblico che non ne immaginava il vero scopo, ma fu felice dell’opera realizzata.
Purtroppo però il completamento della Galleria Borbonica non avvenne a causa di problemi del terreno franoso e in seguito per la morte del re.

e riscoperta

La Galleria Borbonica rimasta abbandonata per anni ritrova uno scopo durante la seconda guerra mondiale quando alcuni ambienti sono utilizzati come rifugi antiaerei, dotati di elettricità, cucine e latrine; questi servizi erano proprio necessari perché data la guerra poteva capitare che si rimanesse bloccati sottoterra per giorni.

da Cava Carafa

Nel tunnel vi erano, come detto sopra, caverne e cunicoli; tra queste ve ne era una chiamata Carafa per via delle estrazioni di materiale utilizzato per la costruzione della villa omonima; ma proprio questa divenne famosa per la sua trasformazione negli anni ottanta, del secolo scorso, in un attuale parcheggio multipiano (*).

a deposito giudiziario

Finita la guerra avviene un altro utilizzo della Galleria Borbonica: dati i vari spazi diventa un deposito giudiziario di varie cose sequestrate; 

 

auto rimaste in deposito

 

 

altri mezzi sequestrati e rimasti in deposito

ma non solo: alcuni palazzi della zona avevano preso anche l’abitudine di usare il tunnel come discarica praticando aperture e pozzi abusivi.

e infine la riscoperta

Finalmente la Galleria Borbonica torna “alla luce” per quel che era nel duemilacinque quando alcuni geologi incaricati di ispezionare il sottosuolo riescono dopo due anni a mettere in sicurezza la struttura e quindi diventa visitabile dal pubblico.

mantenendo gli spazi e le opere originali

La visita nella Galleria Borbonica lascia stupiti da quanto si vede e quanto sia ancora intatto, come per esempio la statua dedicata a un noto personaggio dell’epoca fascista rimasta sotto quantità di macerie per anni:

Aurelio Padovani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

una visita val la pena, sicuramente,
e questi sono i possibili ingressi, ovviamente dopo la prenotazione nel sito apposito:

  • via Domenico Morelli, vicino a piazza dei Martiri, all’interno del parcheggio Morelli (*)
  • vico del Grottone nº4, Traversa di via Gennaro Serra, nei pressi di piazza del Plebiscito
  • via Monte di Dio n. 14, tramite il Palazzo Serra di Cassano.